1 ARGENTO E 2 BRONZI: PARTE ALLA GRANDE LA COPPA DEL MONDO PARA CLIMBING 2026

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La prima prova di Coppa del Mondo Para climbing negli Stati Uniti ha regalato grandi emozioni al Team azzurro, che ha conquistato 3 fantastiche medaglie: argento per Lucia Capovilla (AU2), bronzo per Nadia Bredice (B1) con la guida blind Sonia Cipriani, e bronzo per David Kammerer (AL2).

A Salt Lake City, nella lunga sessione di qualifiche, i 3 atleti azzurri hanno caparbiamente strappato il pass per la finale.

Lucia Capovilla (AU2) ha chiuso una gara molto combattuta al 1° posto, a pari merito con la statunitense Benvenuti, subito tallonate dall’altra americana Beck. David Kammerer (AL2) ha guadagnato la 2° posizione in classifica, dietro allo statunitense Corey Ramos e prima del francese Delarue. Nadia Bredice (B1) con la guida blind Sonia Cipriani, si è piazzata in 3° posizione, guadagnandosi un posto in finale assieme alla giapponese Aoki e alla slovena Glusic.

Chiara Cavina è rimasta penalizzata dal passaggio alla categoria RP3, deciso per lei in sede di classificazione, ed ha terminato la sua gara in 8° posizione

Fiamma Cocchi (AL2) ha condotto una buonissima prova, ma è rimasta lontana dalla vetta della classifica, piazzandosi 10°.

Simone Salvagnin (B1), con la guida blind Alberto Mazzoleni, si è classificato al 5° posto e gli è sfuggito di un soffio l’accesso alla finale, riservata ai primi 4.

Nella finale della categoria AU2 Lucia Capovilla ha combattuto in un grintoso testa a testa con la statunitense Maureen Beck, sostenuta dal tifo di casa, ed ha conquistato l’argento a pochissima distanza dalla vincitrice (40 contro 39+), mentre il bronzo è andato alla francese Benvenuti.

David Kammerer ha conquistato un lottatissimo bronzo nella categoria AL2, dopo il francese Delarue, oro, e l’americano Zilz, argento, che lo ha preceduto solo per un movimento verso la presa successiva.

Nella finale B1 femminile è stata mantenuta la classifica della qualifica: Nadia Bredice e la sua guida Sonia Cipriani sono salite sul terzo gradino del podio, con una bella gara, condotta con determinazione e impegno.

Con questo prezioso bottino di medaglie la tappa americana ha rappresentato per la squadra azzurra un’eccellente partenza per la stagione agonistica internazionale 2026, che conferma il valore e la determinazione del Para climbing azzurro.

 LE DICHIARAZIONI:

Cristina Cascone, DT Nazionale Para climbing: “Torniamo a casa soddisfatti. Le tre medaglie dei nostri azzurri - Lucia, David e Nadia - testimoniano un buon livello di preparazione che va di pari passo alla crescita del numero e del livello degli atleti partecipanti al circuito di Coppa del Mondo. La distanza dalla medaglia di un colore più pregiato, in particolare per Lucia e David, è stata solo di mezza presa. Bene anche gli altri: Simone che ha debuttato con la nuova blind Climber guide Alberto Mazzoleni, Chiara che si è trovata, per via di uno spostamento di categoria, a gareggiare con atleti con impairment diverso, subendo un posizionamento in classifica che non rispecchia il valore della sua performance, e Fiamma che continua ad essere un'atleta con importanti prospettive, ma che in questa gara ha subito alcuni passaggi della via un po’ morfologici per la sua specifica amputazione. Un ringraziamento personale e particolare va al vice DT Luca Montanari, al tecnico Camilla Bendazzoli e al fisioterapista Daniele Audia, staff tecnico che ormai da quasi 4 anni segue la squadra con grande competenza, dedizione e professionalità.”

Lucia Capovilla: “È stata una bella trasferta, la gara è stata stimolante e non banale, perché il livello si sta alzando moltissimo, quindi c'era comunque anche l’incertezza di entrare in finale. Sono molto contenta di come ho gestito sia la trasferta sia la competizione, in qualifica e in finale. Mancava veramente un soffio, una presa, per ottenere anche di più come risultato, però sono contenta. Ho già analizzato le aree di miglioramento, ma so che l'allenamento non è mai funzionale solo per una gara, quindi sono tutte esperienze che ci si porta a casa per migliorare sempre di più, anche in ottica dell’obiettivo finale, Los Angeles 2028. Apprezzo molto il ritorno in gara di alcune atlete che stimolano e motivano al miglioramento, in una continua ricerca di confronto costruttivo.”

David Kammerer: “Già durante gli allenamenti di quest’anno mi sentivo molto bene, però prima del primo evento di Coppa del Mondo non si sa mai davvero dove si è a livello internazionale. Sapevo che sarebbe stato difficile anche solo entrare in finale e per questo ero abbastanza emozionato. In qualifica ho dato tutto e sono riuscito a qualificarmi per la finale con il secondo posto, davanti anche al campione del mondo Thierry Delarue. Questo mi ha dato molta fiducia. Anche in finale ho cercato di dare il massimo e alla fine sono riuscito a conquistare il terzo posto. Il livello al vertice è davvero molto equilibrato: tra il secondo e il quarto posto c’era soltanto una presa di differenza. Adesso bisogna continuare a lavorare e prepararsi al meglio per le prossime gare della stagione.”