
ARRAMPICATA SPORTIVA:
le prospettive di uno sport
in crescita.
LA STORIA
L'Arrampicata è una vera e propria disciplina
sportiva, la cui nascita è relativamente recente: la prima competizione
internazionale di questo nuovo sport si è svolta proprio in Italia,
a Bardonecchia nel 1985. Questa moderna disciplina è nata sulle
rocce naturali ed ha quindi lontane origini alpinistiche; in seguito, non
necessitando le grandi pareti di montagna, si è diffusa e sviluppata
sulle numerose falesie, specie di fondovalle, trascurate dagli alpinisti
ed invece attrezzate e valorizzate da questi nuovi climbers. L'obiettivo
degli arrampicatori sportivi è il superamento di percorsi su roccia
con difficoltà sempre maggiore senza l'ausilio di alcun mezzo artificiale
per la progressione: le protezioni in parete (i chiodi o - meglio - "gli
spit") e la corda, vengono utilizzati esclusivamente per proteggere l'arrampicatore
in caso di caduta. La regola principale che guida l'etica di questa moderna
disciplina è vincere la parete "by fair means", cioè con
mezzi leali. Proprio in ciò essi intendono distinguersi da un etica
puramente alpinistica: non la conquista della vetta come fine unico, con
la conseguente accettazione dell'imponderabile e dei relativi fattori di
rischio oggettivi, ma, eliminata ogni componente di pericolo, si dedicano
ad un'affascinante ed atletica danza verticale, estrema e pulita.
Quindi, senza alcun rammarico, si spogliano della componente eroica, tipica
dell'alpinista, per indossare orgogliosi la divisa dell'atleta moderno,
appassionato sportivo ed anche agonista.
LE STRUTTURE INDOOR
Un importante passo avanti nello svincolare la pratica
di questa disciplina dall'ambiente montano ed alpino, è stata la
rapida diffusione di strutture artificiali indoor che riproducono le caratteristiche
delle pareti rocciose. Questi muri e grotte artificiali allestiti in modo
stabile o temporaneo nei centri sportivi, nei palazzetti dello sport e
nelle scuole, hanno fatto divenire la nostra disciplina una tipica attività
sportiva metropolitana, sia ludico-amatoriale che agonistica, non più
legata ai soli mesi estivi, ma praticabile durante tutto l'anno, permettendo
così un allenamento continuativo che ha anche consentito un notevole
innalzamento del livello tecnico-atletico dei praticanti. La rapida diffusione
della disciplina in vari Paesi europei, negli Stati Uniti, in Canada, in
Sud Africa ed ormai in tutti i Continenti, è quindi dovuta al fascino
che ha saputo diffondere fino ad essere ampiamente riconosciuta tra gli
sport più completi e severi, richiedendo infatti per gli atleti
una rigorosa preparazione atletica, tecnica e psicologica. Inoltre, la
norma che impone tassativamente a tutti gli atleti la completa protezione
durante l'arrampicata, unita alla qualità dei materiali specifici
utilizzati che praticamente annullano la possibilità di incidenti
dovuti a cause oggettive, danno origine ad uno sport avvincente, che non
comporta alcun rischio per i praticanti, aperto a tutti e, in breve, molto
meno traumatizzante degli sport che vanno per la maggiore in Italia.
LE CATEGORIE
L'attività sportiva è suddivisa nelle
seguenti categorie:
Categorie Promozionali:
-
Giovanissimi "C" dai 6 agli 8 anni
-
Giovanissimi "B" dai 9 ai 10 anni
-
Giovanissimi "A" dagli 11 ai 13 anni
Categorie Agonistiche:
-
Ragnetti: dai 14 ai 15 anni
-
Allievi: dai 16 ai 17 anni
-
Juniores: dai 18 ai 19 anni
-
Seniores: oltre i 19 anni.
L'
I.F.S.C. E LA F.A.S.I.
Dopo il grande successo
ottenuto dalle prime gare di arrampicata sportiva è stata fondata nel 1987
la Federazione Arrampicata Sportiva Italiana. La F.A.S.I., disciplina associata
al C.O.N.I. dal 20 settembre 1990, rappresenta
le Società di Arrampicata Sportiva Italiane e fa parte dell' I.F.S.C.
(International Federation of Sport Climbing) che coordina gli eventi agonistici
internazionali. Il Presidente è il Sig. Ariano
Amici. I consiglieri eletti per il quadriennio olimpico 2009-2012 sono:
Carlo Beltrame
Clara Maria Cristaudo
Luigi Colo' (dimissionario, subentra Gian Paolo Scialpi)
Andreas Sanin
Marco Castagnetti
Angelo Seneci
Alberto Milani (Atleta)
Sara Morandi
(Atleta)
Donato Lella (Tecnico)
Stefan Bortoli (Giudice)
La segreteria della F.A.S.I.
è a 40127 Bologna in Via
del Terrapieno, 27, telefono e fax. 051/6014890. Attualmente sono affiliate
alla F.A.S.I. circa
centosettanta società sportive in Italia e 3 gruppi sportivi militari.
DEFINIZIONI ED
AMBITI DELL'ARRAMPICATA SPORTIVA
-
Viene definita Arrampicata Sportiva con finalità
olimpiche l'arrampicata naturale (cioè senza l'ausilio di mezzi
artificiali utilizzati per la progressione) a scopo agonistico, amatoriale,
di educazione motoria e di spettacolo, svolta sia su pareti naturali o
artificiali lungo itinerari controllati dalla base, sia su blocchi opportunamente
attrezzati.
-
La protezione con la corda e rinvii in parete (falesia
o artificiale) è obbligatoria e deve rispondere a regole di assoluta
sicurezza per l'incolumità dei praticanti. Nella attività
sui blocchi, la cui altezza non deve superare quella stabilita dalle norme
internazionali, la sicurezza deve essere garantita da materassi para cadute,
posti alla base dei singoli tracciati.
-
I limiti di sviluppo in altezza degli itinerari attrezzati
tracciati in parete, sia in gara che in allenamento e per la didattica,
sono definiti dalla possibilità di assicurazione dell'atleta, amatore
o allievo, da parte di un assistente (compagno o istruttore) che ha il
compito di controllarne la progressione rimanendo alla base della parete
sia nella arrampicata da primo di cordata (corda dal basso) sia in quella
in moulinette (corda dall'alto). Ai fini didattici e di allenamento,
è ammessa l'assicurazione con recupero diretto dall'alto limitatamente
al termine del primo tiro di corda come definito al punto seguente.
-
Lo sviluppo del tiro di corda unico è
vincolato alla lunghezza standard delle corde per arrampicata sportiva
esistenti in commercio e omologate; tale lunghezza deve comunque sempre
consentire la calata con assicurazione dal basso oppure la calata in doppia
per una sola lunghezza.
-
Ogni itinerario in parete dovrà offrire, nel
caso della progressione da primo di cordata, tutti gli ancoraggi di protezione
- placchette e catene - in posto, in modo da permettere all'atleta l'aggancio
della corda di sicurezza mediante i rinvii. La distanza tra gli ancoraggi
fissati alla parete (sia essa naturale o artificiale) deve essere tale
da non consentire, nella progressione da primo di cordata, cadute libere
di lunghezza maggiore di quelle previste per l'omologazione dei percorsi
di gara.
-
Ai fini delle prestazioni sportive e della attività
amatoriale e didattica, le condizioni relative all'ambiente e alla quota
devono essere ininfluenti.
-
L'attrezzatura degli itinerari tracciati sulle pareti
per l'arrampicata sportiva deve avvenire prevalentemente dall'alto, ove
questo non fosse possibile è ammessa l'attrezzatura dal basso secondo
i criteri di sicurezza dell'arrampicata sportiva.
-
Tutte le altre forme di arrampicata oltre il primo
tiro
di corda, comunque definite e praticate, anche se svolte su itinerari
attrezzati con i criteri dell'arrampicata sportiva (cioè preventivamente
protetti), non rientrano nelle finalità e nelle competenze della
F.A.S.I. ed altrettanto ne' sono esclusi quegli itinerari, anche monotiri
attrezzati che richiedono un approccio ed una esperienza tecnico-alpinistica.
LE CARATTERISTICHE
TECNICHE DEGLI ITINERARI OMOLOGATI
-
Gli itinerari di gara devono essere alti almeno 10
metri e sviluppare almeno 12 metri.
-
La parete di gara deve essere larga almeno 6 metri
e poter ospitare almeno due itinerari da percorrersi contemporaneamente.
-
Ciascun itinerario deve avere una larghezza minima
di 3 metri.
-
La parete di gara deve limitare al minimo i tratti
verticali.
-
La distanza tra gli ancoraggi - o protezioni - o spit
- deve essere tale da garantire la completa sicurezza dell'atleta in qualsiasi
punto dell'itinerario secondo le metodologie di assicurazione dinamica
in uso nella disciplina sportiva.
-
La parete artificiale di arrampicata deve essere corredata
dai seguenti documenti firmati da un tecnico abilitato ed iscritto ad un
albo professionale: a) Certificato di
collaudo statico; b) Certificato di corretto montaggio. c) descrizione
particolareggiata dei materiali che la compongono.
-
La parete artificiale deve essere assicurata contro
danni arrecati accidentalmente a chiunque e deve essere in regola con le
vigenti norme antinfortunistiche.
-
Le parti sporgenti della struttura artificiale devono
essere protette adeguatamente per evitare contatti fortuiti o accidentali
con gli utenti.
-
Gli Ufficiali di Gara (Giudici e Tracciatori) devono
essere in regola con le normative Federali.
LE FINALITA' DELLA
F.A.S.I.
Le finalità della F.A.S.I., che non ha scopo
di lucro, si possono sintetizzare nei seguenti punti:
-
Coordinamento di tutta l'attività agonistica
di ogni livello riconosciuta dalla Federazione;
-
Promozione, in collaborazione con gli Istituti di
Medicina dello Sport, di studi e ricerche rivolte allo sviluppo della scienza
dell'allenamento per l'arrampicata sportiva;
-
Svolgimento, tramite le Società Sportive affiliate,
di corsi di insegnamento e di approfondimento dell'arrampicata sportiva
e stages di allenamento per atleti;
-
Inserimento dell'arrampicata sportiva nei programmi
di educazione fisica delle scuole elementari, medie, superiori ed Istituti
Superiori di Educazione Fisica;
-
Consulenza tecnica per la realizzazione si strutture
ed impianti per l'arrampicata sportiva;
-
Protezione dell'ambiente in cui si trovano le strutture
naturali attrezzate per l'arrampicata sportiva, in collaborazione con il
Ministero dell'Ambiente e le sue emanazioni regionali e le altre associazioni
naturalistiche interessate;
-
Partecipazione della rappresentativa nazionale italiana
- giovanile, femminile e maschile - alle competizioni internazionali;
Organizzazione dei corsi per la formazione dei
tecnici federali: istruttori, allenatori, tracciatori e giudici di gara.